Alla base dei mutui a tasso variabile si trova un tasso di interesse che cambia (generalmente da semestre a semestre) in relazione ad alcuni valori di riferimento, che vengono segnalati nel contratto. In linea generale, il tasso di interesse calcolato dalla banca deriva dalla somma di due indici di riferimento: l'Euribor e lo spread; se si manifestano delle variazioni a livello dei suddetti indici, varierà allo stesso modo l'ammontare delle rate da pagare. L'Euribor è indicativo del costo che l'istituto bancario deve sostenere per acquistare il denaro. Lo spread, invece, subisce il controllo diretto dell'istituto di credito mutuante e corrisponde al suo guadagno. In linea di massima si può constatare come le banche prevedano uno spread più elevato nel caso dei mutui di più lunga durata, nonostante questa non costituisca una norma valida in ogni caso. Di seguito, un esempio: con la presenza di un tasso Euribor a sei mesi pari a 3, 19% ed uno spread di 1, 38% si avrà un tasso di interesse corrispondente alla somma di questi due valori, cioè pari a 4, 57%. Un eventuale crescita dell'Euribor genererà quindi un maggiore tasso di interesse finale: nel caso in cui l'ammontare dell'Euribor corrispondesse 3, 37%, il mutuatario si troverebbe a corrispondere all'ente erogante il mutuo un tasso complessivo equivalente a 4, 75% (3, 37% + 1, 38%).